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È facile pensare che la Honda Civic EK e la EF siano solo capitoli diversi della stessa storia: trazione anteriore, leggerezza e una reputazione da vere icone tra gli appassionati di motorsport amatoriale in tutto il mondo. Ma basta metterle una accanto all’altra in pista per capire che qui non si tratta semplicemente di un’evoluzione generazionale: è un vero e proprio caso di studio su come filosofia, ingegneria e cultura della modifica plasmano l’identità di una vettura tra i cordoli. La EF, piuma degli anni ’80, è pura immediatezza e sensazioni a fior di pelle; la EK, figlia degli anni ’90, rifinisce quella reattività con una scocca più rigida e una geometria delle sospensioni ormai matura. Entrambe invocano la personalizzazione, ma il modo in cui dialogano con il pilota—e la filosofia con cui attaccano il cronometro—non potrebbe essere più diverso.

Basta guardare lo scontro diretto a Buttonwillow Raceway - 13CW, dove la EF, equipaggiata con swap K20A e gomme 200tw, sigla un 1:56.9, distanziando di due secondi netti la EK, ferma a 1:58.9 nonostante gli R-compound e il classico cuore B-series. I cavalli sono solo una parte della storia—il vantaggio della EF non nasce solo dalla potenza, ma dalla leggerezza essenziale e dalla purezza di feeling. Anche con potenze superiori e gomme moderne, il telaio sotto le 1900 libbre e l’anteriore a barra di torsione della EF regalano una reattività e una regolabilità quasi telepatica. Minore inerzia, compromessi ridotti al minimo e una naturale predisposizione a giocare al limite. Il pilota è più vicino all’azione; ogni input sullo sterzo viene tradotto all’istante e il trasferimento di carico è un alleato, non una minaccia. Per chi guida con la punta delle dita e non coi pugni—trail-braker, manovre di freno sinistro, tutti coloro che amano un’auto che “risponde”—la EF è una macchina del tempo che riporta a quell’epoca in cui “light makes right” non era soltanto uno slogan, ma un vero credo.

Eppure la EK non è solo una declinazione più morbida e pesante del tema. Lo schema a doppio braccio oscillante e la scocca irrigidita la rendono più versatile, soprattutto al crescere delle velocità e dell’aderenza. A Tor Łódź - CCW, la differenza si gioca sul filo di lana: la EK precede la EF di appena 0,644 secondi (56 contro 56.644). Ma i numeri, in realtà, nascondono metodi completamente diversi per arrivare al risultato. La EK, anche profondamente modificata, sacrifica parte dell’immediatezza della EF in favore di maggior compostezza. Il telaio assorbe i cordoli, gestisce meglio le sconnessioni e permette di “accelerare prima” in uscita di curva—caratteristiche sempre più rilevanti con gomme e motori moderni. La EK premia un approccio misurato, quasi metodico, consentendo di sfruttare il grip in percorrenza e fidarsi che il retrotreno resti stabile, invece di ruotare intorno a un posteriore nervoso. È la vettura che favorisce chi costruisce il ritmo giro dopo giro, premiando la pazienza più che l’irruenza.

Quando la posta è massima, come a Circuit Zandvoort - GP Circuit CW, la differenza diventa quasi accademica: il 1:57.66 della EK batte di un soffio il 1:57.7 della EF. Qui entrambe le vetture sono lontane anni luce dalla configurazione originale—380 CV turbo per la EK, oltre 220 per la EF, entrambe su gomme estreme e set-up da gara. Qui contano assetto, meteo e forse la determinazione del pilota a sfruttare l’ultimo briciolo di grip. Eppure lo schema si ripete: la EF, nelle mani di chi ama il trasferimento di carico e il feedback affilato, sa limare tempi anche quando il ritmo si fa alto; la EK, con la sua piattaforma più docile e stabile, trasmette confidenza man mano che si esagera col limite, meno incline a punire un attimo di esuberanza.

Dunque, quale Civic è “meglio” per l’appassionato di trackday? La risposta dipende da ciò che si cerca. La EF è un bisturi—sincera, reattiva, perfetta per chi vuole controllare ogni asse del movimento. Vive nelle mani dei più appassionati, quelli che ogni giro lo intendono come un dialogo. La EK invece è uno strumento più universale: accessibile, rassicurante, più difficile che tradisca all’aumentare di grip o cavalli. È l’auto che ti permette di crescere, limare decimi, migliorare come pilota—senza pretendere la perfezione già alla prima curva. Entrambe restano tra le migliori trazioni anteriori mai costruite, ma le storie che raccontano sono diverse quanto le mani che le guidano.

Ultimo aggiornamento: Mar 7, 2026

Specifiche

Specifiche Honda Civic EK Civic EK Honda Civic EF Civic EF
Anni Modello 1996-2000 1986-1991
cavalli 92 75
coppia (N_M) 132 102
peso (KG) 1,143 832
Rapporto Peso-Potenza 0.08 0.09
Rank #240 -
Pneumatico 240 PILOT EXALTO PE2 380 ECOPIA EP150
descrizione Motore 1.6L NA I4 (D16Y8 ) 1.6L NA I4 (D16A6 )
cambio 5-SPEED MANUAL 5-SPEED MANUAL
tipo Trazione RWD FWD
passo (MM) 2573 2500
larghezza (MM) 1699 1670
lunghezza (MM) 4069 3960
altezza (MM) 1288 1330
0 - 60 MPH 9.1 SEC 10.5 SEC
velocità Massima (KPH) 235 167
prezzo MSRP $ 16,280 $ 12,000
Valore Attuale $ 10,000 $ 5,942
COMPLESSIVO VS TEMPI SUL GIRO MEDI -2.6s +2.65s

Honda Civic EK Civic EK — Tempi sul Giro vs Media

Indice Usura/LIVELLO MOD Serie/Leggero S/L Medio M Pesante/Gara H/R
>200 +0.16s -11.06s
141–200 +2.31s +0.16s -11.06s
100–140 -1.86s -11.06s
0–99 -11.06s

Honda Civic EF Civic EF — Tempi sul Giro vs Media

Indice Usura/LIVELLO MOD Serie/Leggero S/L Medio M Pesante/Gara H/R
>200
141–200 +3.59s
100–140 +3.59s
0–99 -5.36s
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